15.500 IMPRESE E 65MILA ADDETTI
I dati dell’Osservatorio Federmobili Confcom diffusi al Salone del Mobile di Milano
Federmobili e il Salone del Mobile
Con 15.500 imprese e 65mila addetti bisogna puntare su qualità, competenze e relazione con il cliente.
Se il Salone del Mobile rappresenta il cuore pulsante del design mondiale, la rete capillare della distribuzione indipendente ne rappresenta le arterie vitali: 15.500 imprese, 65.000 addetti, con una stima per il 2026 di fatturato medio per azienda di 1,25 milioni di euro (con una lieve flessione dello 0,5% su base annua).
Numeri che segnalano un mercato ormai maturo, in cui la crescita non può più prescindere da strategie strutturate. Quanto al rapporto con l’online, in un contesto sempre più digitalizzato, emerge con chiarezza la tenuta del punto vendita fisico. L’e-commerce nel comparto dell’arredo di qualità resta, infatti, marginale (con un’incidenza tra il 4% e il 7%) e si conferma il valore della relazione per i consumatori: cresce, infatti, la domanda di consulenza personalizzata, progettazione su misura e servizi post-vendita qualificati.
Dunque, in un mondo che corre verso la standardizzazione, la strada della qualità certificata e del servizio evoluto, sembra essere l’unica via per garantire la tenuta del “Sistema Italia”.
È su questi fattori che si gioca la competitività della distribuzione indipendente: questi i dati che emergono dall’Osservatorio Federmobili Confcommercio diffuso in occasione del Salone del Mobile di Milano.
Dal Salone del Mobile arriva anche un messaggio strategico chiaro: rafforzare la filiera.
Per Federmobili Confcommercio, fare rete non è uno slogan ma una leva decisiva per competere in un mercato sempre più complesso e globalizzato.


